Videosorveglianza e rapporto di lavoro, perché non basta l’accordo scritto con i dipendenti

Lo chiarisce la Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 1733/2020, dichiarando che non è sufficiente un accordo scritto perché tale manovra non rispetta le condizioni di cui all’art. 4, I. n. 300 del 1970.
Lo chiarisce la Suprema Corte di Cassazione con la sentenza n. 1733/2020, dichiarando che non è sufficiente un accordo scritto perché tale manovra non rispetta le condizioni di cui all’art. 4, I. n. 300 del 1970.

La Suprema Corte di Cassazione (sentenza n. 1733/2020) chiarisce che non è sufficiente un accordo scritto con i dipendenti per installare un impianto di videosorveglianza sui luoghi di lavoro, ciò perché tale manovra non rispetta le condizioni di cui all’art. 4, I. n. 300 del 1970.

Secondo quanto prescritto dall’art. 4 L. n. 300 del 1970, “l’installazione di apparecchiature… continua a leggere…

Valentino Vescio di Martirano
Collabora con lo studio Tonucci&Partners. In precedenza, ha svolto la propria attività professionale presso primari studi legali italiani ed ha svolto attività di consulenza professionale per alcune società. DPO e Consulente della Privacy (2018) Master di II Livello in Diritto Penale d’Impresa presso LUISS (2017). Master di II Livello in Diritto Tributario Professionale presso Roma Tor Vergata (2014). Master di II Livello in Diritto dell’Ambiente presso Roma Tre (2012). Cultore della Materia in Giustizi Penale Minorile presso LUMSA di Roma (2009-2015). Laurea in Giurisprudenza cum laude presso LUMSA di Roma (2006). Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Lamezia Terme (2010). Italiano (madrelingua) parla Inglese (certificazione lingua inglese giuridico TOLES advanced) Spagnolo e Russo.